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La va, la vien; la và la vien, la beffa della luce a Tirano

2006

21 gennaio 2006

E' un po' di tempo che la corrente elettrica in quel di Tirano fa le bizze e, furbescamente le fa di sera perché tutti se ne accorgano. Infatti fosse di giorno o in piena notte pochi se ne accorgerebbero. Se ne va a  zonzo chissà dove per trenta o quaranta minuti poi ritorna con sollievo di tutti i suoi  affezionati utenti.
Ipotesi sul fenomeno? Dato che anche lo  scorso anno si era ripetuto nel periodo natalizio, qualcuno ipotizza che in uno dei tanti allacciamenti volanti degli addobbi  stradali alla Piedigrotta, la corrente, sentendosi allo scoperto, si irriti e.. .zac, se ne  vada al caldo. Altri pensano che, accadendo l'interruzione solitamente in presenza  di caduta di neve, la corrente lungo i fili  soffra di umidità con lievi sintomi di artrite o di artrosi e rabbrividendo se ne ritorni  al calduccio in centrale.
Altri sospettano che siano volutamente  prove occulte di esercitazioni per far riflettere sul come si potrebbe vivere senza corrente elettrica. Ipotesi tutt'altro che campata in aria perché, considerato che dopo aver prosciugato tutti i rigagnoli non ci resta che  sfruttare energia elettrica dagli sciacquoni  e dato che i Verdi et similia sognano una  umanità bucolica senza centrali a carbone,  o a petrolio o tanto meno nucleari e tifano  per una energia eolica che in un paese poco ventilato darebbe al massimo il 2% del  fabbisogno senza pensare all'impatto ameno delle centinaia di torri coliche e tifano  per l'energia solare sognando un mare di  tetti a pannelli che comunque risolverebbero il funzionamento di apparecchiature casalinghe ma non della produzione industriale, considerato che il nostro fabbisogno energetico dipende per l'80% dall'estero, le interruzioni del servizio elettrico sarebbe più che salutari e convincenti dei  profeti dell'ambiente puro e... medioevale.  
Qui mi sovviene quanto raccontava l'alunno alla maestra che chiedeva agli alunni  come erano riscaldate le loro case. Gigetto  spiegò che a casa sua si erano riscaldati tutto l'inverno con un solo sacco di carbone,  
Come mai? La mattina di ogni giorno, appena alzati, ognuno si caricava in spalla il sacco di carbone che troneggiava sul tavolo di cucina e faceva una ventina di giri attorno al tavolo, poi usciva ben accaldato a scuola o al lavoro. Così si riscaldavano e risparmiavano pure la colazione e avevano  ancora il sacco per il successivo inverno.

Ecco, similmente, dando corda ai soloni che hanno in odio legna, carbone, petrolio,   gas e atomo, attrezziamoci in ogni casa  di una dinamo a manovella da fa girare a turno  in allegria e avremo nel contempo   luce, calore, occupazione e sport.

I tempi delle interruzioni al buio regalataci dalle società elettriche saranno un lontano ricordo e vivremo tutti felici nella  nuova Arcadia.

E se l'età non darà più la forza di girare on vigore la manovella? Ci saranno pur  sempre le candele con rinnovato incremento della produzione stearica che sostituirà  quella deleteria per la produzione elettrica.  Sarà un mondo tutto diverso. Ma il ritorno  alle origini ha il suo fascino, o no?

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